Nasce un’app per dare e ricevere abbracci. Siamo arrivati a questo?

La tecnologia unisce. Grazie ai social network, alle app di messaggistica, ai forum, abbiamo la possibilità di comunicare con amici e parenti lontani e di conoscere gente che ha le nostre stesse passioni, ovunque nel mondo. La tecnologia separa. In un mondo iperconnesso, ci ritroviamo spesso soli, anzi ci isoliamo volontariamente davanti allo schermo di un device. Due facce di una stessa medaglia.

Eppure la solitudine da smartphone diventa preoccupante quando si nutre il proprio ego a suon di selfie e di follower, quando rappresenta un ostacolo nell’allacciare relazioni dal vivo, quando mancano gli abbracci. A proposito di abbracci, è anche preoccupante il fatto che si debbano elemosinare tecnologicamente. Ma esiste una app per ogni cosa, quindi perché non crearne una per chiedere un abbraccio? Si chiama Hug me app e non a torto è stata inserita nella lista delle app più strane del 2014 secondo la CNN.

Scaricando l’applicazione e creando il proprio profilo si potranno ricercare gli utenti nelle vicinanze (in una distanza massima di 300 km) che hanno bisogno di un abbraccio o che sono disponibili a darlo. Hug me app consente anche dispensare abbracci virtuali a chiunque nel mondo attraverso la modalità di selezione casuale shuffle. Non può mancare ovviamente la chat per comunicare con gli utenti, perché non vuoi fare due chiacchiere prima di abbracciare uno sconosciuto.

L’idea, carina e inquietante al tempo stesso, è nata a Stefy Bau, co-fondatrice, durante un viaggio di lavoro. “Avevo ricevuto una bella notizia, ma ero da sola e tutti quelli che mi stavano intorno avevano la testa china sul proprio smartphone! Risultato? Non ho potuto condividere la mia gioia con nessuno e ho iniziato a pensare come invertire una rotta di tendenza: la tecnologia deve unire, non dividere”. Come non essere d’accordo con lei?

Tuttavia, non so perché, a un abbraccio, virtuale o reale che sia, di uno sconosciuto preferisco quello dei miei cari, o se loro non sono disponibili fisicamente in quel momento mi accontenterei di sentire la loro voce. E voi che ne pensate?