La nuova generazione del commercio

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Chi si ferma è perduto. È sempre stato vero e lo è ancor di più ora che il mondo del commercio ha messo il piede sull’acceleratore. La rivoluzione digitale ha influenzato la maggior parte degli aspetti della nostra vita. E se da utenti siamo sempre più connessi, ci aspettiamo che aziende, marchi e servizi si adattino alle nostre abitudini così modificate rispetto agli scorsi decenni. Per questo è importante non fermarsi mai e attuare delle piccole rivoluzioni anche nel nostro modo di vendere (che si tratti di vendere un prodotto, un servizio o la nostra professionalità e immagine). Le stesse vecchie formule non valgono più e anche quelle nuove hanno vita breve e vanno spesso riviste per anticipare le esigenze dei nuovi consumatori. Queste esigenze sono state analizzate nello studio “The next generation of commerce”, condotto da Acquity Group, i cui dati vediamo illustrati in questa interessante infografica.  Le interviste condotte da Acquity Group ci permettono di cogliere numerosi spunti per elaborare nuovi modi di vendere e di comunicare con i nostri clienti e potenziali tali.

Nuovi canali per connettersi con i consumatori

I cosiddetti millennials, ossia la generazione tra i 23 e i 30 anni, guardano poco la TV. Oltre a questo, l’esposizione continua ai messaggi pubblicitari ci ha dato assuefazioni e ha reso pressoché invisibili i contenuti sponsorizzati. Sono due motivi sufficienti per convincere le aziende a trovare nuovi modi di comunicare. Social in testa. Come è evidenziato dalla infografica, infatti, Facebook gode di un’autorevolezza maggiore rispetto alla carta stampata, questo secondo percentuali non trascurabili di utenti (millennials in testa). Dallo studio emerge, inoltre, un altro prezioso suggerimento circa i nuovi canali da usare. Il 59% degli intervistati dichiara di essere maggiormente predisposto a guardare una serie web sponsorizzata da un brand piuttosto che i cari e vecchi spot pubblicitari (un bell’esempio in tal senso ce l’ha dato Maxibon all’inizio dell’estate con la serie su Youtube “Ho sognato Manuela”). Nonostante ciò, la Tv non è ancora roba da museo, dal momento che è ancora il media più capace di attrarre nuovi consumatori. Il 57% degli intervistati, infatti, dichiara di aver provato un nuovo prodotto stimolato da uno spot pubblicitario. Seguono poi carta stampata (38%) e, immediatamente dopo, i social (34%).

E-commerce: una questione di fiducia e di engagment

Quando si parla di commercio (elettronico e non) la fiducia e il passaparola sono due importanti fattori di successo, in grado di portarci sempre nuovi clienti o di farcene perdere. Sul digitale le due cose vanno a braccetto. Già perché condividere un contenuto aziendale sui propri canali social è anche una questione di fiducia nei confronti del marchio che ha prodotto quel contenuto, stando al 63% degli intervistati. E sappiamo bene che la visibilità e la credibilità di un contenuto pubblicato da un amico è maggiore. Social e fiducia (per quanto riguarda i pagamenti) sono, inoltre, due dei motivi che guidano verso la scelta di un rivenditore online. Soprattutto tra i più giovani, l’offerta di sconti e di coupon tramite social è un buon motivo per optare verso un nuovo rivenditore (32% dei millennials). I consumatori con un’età maggiore, invece, guardano di più alla sicurezza dei pagamenti e sarebbero pronti a cambiare rivenditore per chi offre misure di sicurezza avanzate per il mobile shopping.

L’opportunità della geolocalizzazione

La nuova generazione di commercio passa anche per la geolocalizzazione, dal momento che più della metà dei consumatori consentono ad alcune applicazioni (45%) o a tutte (18%) di rivelare la propria posizione. Ovviamente le app per cui si è più propensi a rivelare la propria posizione sono le mappe (95%); social media (38%); viaggi e trasporti (20%); applicazioni di news (16%); marchi e venditori nel settore food (15%). Come fare a stimolare i propri clienti a condividere con noi i loro dati di localizzazione? Ce lo svelano gli intervistati. Ricevere suggerimenti sui negozi fisici dove poter acquistare i prodotti di un determinato brand, ad esempio, porterebbere il 29% degli intervistati a condividere la propria posizione con un marchio. Mentre, il 25% afferma che sarebbe più propenso a farlo se i dati fossero usati in combinazione con app di terze parti per ricevere la merce direttamente a casa.

Chi arriva prima, vince

Stiamo diventando più pigri? Più impegnati? Più esigenti? Fatto sta che una consegna rapida ed efficiente della merce è uno del fattori chiave per un’azienda. Migliorare, quindi, il servizio di consegna a domicilio, rendendolo più rapido e sicuro, è uno dei modi per attirare nuovi clienti e per aumentare la fedeltà di quelli già acquisiti. L’importanza della consegna ce la svelano i numeri dell’intervista di Acquity Group. Il 64% degli intervistati, ad esempio, dichiara che sarebbe disposto a pagare di più per una consegna rapida; mentre il 39% lo farebbe per la consegna nel giorno stesso dell’acquisto. Dal momento che il commercio online è ormai diventato la norma e che i consumatori si sono abituati a ricevere ciò che vogliono, quando e dove lo vogliono, le aziende non possono non adattarsi a questi nuovi standard richiesti, pena l’esclusione dal mercato.

Quest’ultima frase non vale solo per la consegna: la nuova generazione del commercio ha come clienti una nuova generazione dei consumatori, che vuole un servizio su misura, che premia la rapidità, che pretende sicurezza e che ricerca l’interazione anche con i brand di cui serve. Sono tutte cose da ricordare per vendere.

Massimo Boraso

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