I cinque pilastri su cui costruire la cultura aziendale

Pasti gratuiti preparati da chef, palestra, parrucchiere e lavanderia tutto gratuito, e ancora postazioni per i pisolini, video giochi e tavoli da ping pong… così Google coccola i propri dipendenti e così, anno dopo anno, rimane ai primi posti nella classifica dei migliori posti di lavoro.

Non è necessario, però, essere Google per far sì che i propri dipendenti amino l’azienda per cui lavorano. Come sempre accade, l’amore non si compra con i regali, ma si conquista con il tempo, coinvolgendo l’altro. Il che significa che non è questione di benefit, ma di cultura aziendale.

Proprio per questo, e lo conferma anche il report Global Human Capital Trends 2015 di Deloitte, la cultura aziendale e il coinvolgimento degli impiegati è diventata una questione di massima importanza per le aziende. Volete sapere perché? Vi basti pensare che gli impiegati soddisfatti e fiduciosi nei confronti del management aziendale sono il 20% più efficienti e sono per 87% meno propensi a lasciare il posto di lavoro. Questo per le aziende si traduce in un valore incalcolabile dal momento che una cultura forte significa maggiore capacità di trattenere risorse umane valide e di attrarne di nuove tra le proprie fila.

Di “engagement” ne sentiamo parlare ogni volta che ci confrontiamo sull’argomento social marketing, ma, oltre a coinvolgere i nostri clienti, è altrettanto importante coinvolgere i propri dipendenti. Tant’è che si parla di marketing interno per indicare tutte quelle azioni volte a creare valore all’interno dell’azienda a rafforzare i rapporti, a motivare e a trasmettere i valori aziendali. Perché queste azioni funzionino, non basta stampare e appendere alle pareti frasi motivazionali o affidarsi al coach di turno per qualche convegno una tantum. Come dicevo prima, è questione di una solida cultura aziendale. E se non la si ha, bisogna crearla. Un passo per volta. Sui seguenti pilastri:

  1. Giuste motivazioni. Non avere secondi fini. La cultura aziendale non è importante perché si vogliono raggiungere degli obiettivi: la cultura aziendale è l’obiettivo.
  2. Persone. La cultura aziendale non è fatta di parole, ma di comportamenti. È fatta dalle persone, indipendentemente dalla loro posizione aziendale. Non può essere imposta dall’alto, ma deve essere comunicata a tutti tramite l’esempio.
  3. Fiducia. Essere trasparenti e onesti, coinvolgere le persone nelle decisioni, mantenere le promesse, ascoltare, sono tutte pratiche che aiutano a incrementare la fiducia dei nostri impiegati.
  4. Comunicazione e relazioni. È importate sfruttare tutte le occasioni per comunicare i valori aziendali. Sin dal primo giorno di lavoro, ogni dipendente dovrebbe iniziare a fare parte della cultura aziendale, grazie anche ai racconti dei colleghi. Per questo è importante favorire le occasioni di scambio e le relazioni, anche fuori dal contesto di lavoro.
  5. Coerenza e pazienza. Costruire la cultura aziendale è un processo che richiede del tempo. Non si possono improvvisare azioni né imporre eventi che non siano in linea con i valori aziendali e che non siano sentiti. Per questo è importante cominciare poco per volta, con attività coerenti con il momento.

Nessuno ha mai detto che sia facile, ma costruire una solida cultura aziendale non è più un’opzione, bensì una sfida che le aziende di successo devono vincere.

Massimo Boraso