Il digitale abbatte sprechi e inefficienze

Se è vero che la crisi economica ha messo ko molte aziende, è altrettanto vero che la stessa crisi ha fatto da stimolo per individuare sprechi ed eliminare inefficienze che in tempi di vacche grasse ci si poteva permettere di ‘mantenere’, sebbene rappresentassero un costo e rallentassero la produzione. La parola chiave del mercato oggi è velocità, che fa sintesi di semplificazione, informatizzazione, digitalizzazione di documenti e processi e che si traduce in fatturazioni elettroniche, utilizzo di servizi bancari on line, attività di recruiting etc. Un esempio spicciolo? Gli archivi cartacei un tempo vanto degli imprenditori oggi non hanno motivo d’esistere. Non solo per la quantità di spazio che occupano e per il rischio di perdita di documenti, ma soprattutto per la lungaggine di qualsiasi ‘ricerca’. Le aziende che indipendentemente dalla loro dimensione e dal comparto hanno compreso la necessità di investire sulla digitalizzazione sono ancora sul mercato e fanno business. Non solo le grandi, ma soprattutto le piccole e medie, dove la digitalizzazione favorisce l’esportazione, i rapporti internazionali, consente di affrontare meglio gli oneri burocratici. Qualche numero? La percentuale di medie imprese digitalizzate che intrattengono relazioni con l’estero cresce più del 50% rispetto alle non digitalizzate. Le medie imprese digitalizzate che esportano, realizzano il 39% del fatturato attraverso e-commerce rivolto all’estero (fonte, Internet & Export).  Oggi a cambiare è il concetto stesso di lavoro e mercato. Oggi si lavora in network, che valorizza le competenze di cui di volta in volta si ha necessità, e in co-working, che riduce la necessità di grandi locali abbattendo costi di acquisto e affitto. Certamente la velocità italiana è inferiore a quella statunitense o europea, dove il digitale non è più un obiettivo ma un elemento chiave del processo. In Italia c’è ancora chi lo sottovaluta per il sol fatto che ne è spaventato. Penso agli artigiani, che ne avrebbero grandi vantaggi e spesso neppure hanno un sito web (on line sono solo il 34% delle aziende, Internet & Export). E se dici loro che le fiere si faranno sempre meno e sempre meno avranno possibilità di mostrare i loro prodotti, ti rispondono che la crisi finirà. Sì, la crisi finirà, ma a sopravvivere e a crescere saranno le aziende che avranno puntato tutto sulla digitalizzazione, quindi sull’ottimizzazione dei processi, sulla riduzione dei costi, sul recupero dell’efficienza. In una parola, sulla competitività.

Perché il futuro, inefficienze e sprechi, non ne consente più.

Massimo Boraso