I lavori del futuro: da grande voglio fare il rewilder

Toccare l’argomento lavoro oggi significa entrare in un campo minato e districarsi tra crisi, tassi di disoccupazione, divario tra formazione e mondo del lavoro, tra necessità delle aziende e aspettative del lavoratori. Ma come sarà in futuro? Me lo chiedo spesso quando penso alle scelte che farà mia figlia e ai consigli che dovrò darle quando arriverà il momento. Così ho deciso di portarmi avanti e di iniziare a pensare a quali saranno i lavori più richiesti tra qualche anno.

Non avendo nessuna sfera di cristallo, per capire quali saranno le nuove figure professionali con cui avremo a che fare in futuro possiamo basarci su innovazioni tecnologiche già esistenti che nei prossimi decenni diventeranno degli standard e che troveranno nuovi impieghi. Prendiamo ad esempio due tecnologie che ora stanno diventando alla portata di molti: stampanti 3D e droni. Ci sarà chi si specializzerà nel lavoro con questi strumenti, come gli stampatori di cibo e i piloti di droni.

L’Information Technology è e continuerà ad essere un settore su cui puntare, per cui sviluppatori e programmatori, anche se di intelligenze artificiali, architetti di software, specialisti della sicurezza informatica saranno figure professionali molto richieste. Inoltre, data la grande quantità di dati che produciamo e che continueremo a produrre, nascerà l’esigenza di una nuova professione: l’addetto allo smaltimento dei dati informatici.

Il progresso tecnologico influenzerà e modificherà profondamente le professioni del settore medico-sanitario. Tra qualche decennio ci saranno tecnochirurghi, in grado di operare a distanza; costruttori di parti anatomiche che sfrutteranno le cellule staminali per creare organi; e studiosi di nano-medicina. Volendo guardare a necessità già presenti, l’aumento della speranza di vita alla nascita (80,2 anni per gli uomini e 84,9 anni per le donne, secondo i dati Istat) porterà anche a un aumento di richieste per lavori di assistenza e di consulenza per la terza età.

Anche la sensibilità per l’ecologia creerà nuovi posti di lavoro in futuro. Per esempio, il rewilder avrà l’importantissimo compito di ristabilire l’ecosistema nei luoghi distrutti dall’uomo. Indispensabili anche gli ispettori ambientali per monitorare i livelli di inquinamento. E se gli orti urbani sono già comuni, in futuro avremo bisogno di veri e propri urban farmer, che useranno la tecnologia idroponica per coltivare in città.

Tutte queste professioni, e molte altre ancora, sono state ipotizzate nel corso di vari studi. Chissà se davvero in futuro mio nipote mi dirà che da grande vuole fare il minatore spaziale?