Il Selfie Marketing…il potere della semplicità 

Il primo da record, ancor oggi considerato il più ritwittato nella storia di Internet, è stato quello dell’attrice Ellen DeGeneres, che alla notte degli Oscar 2014 ha scattato il primo ‘selfie’ tra divi di Holliwood. Pochi mesi prima c’era stato quello di Barack Obama, al memorial per Nelson Mandela.

Nel primo caso la foto ha fatto il giro del mondo, tra social e riprese tv, e ha portato benefici alla Samsung. Nel secondo caso ha fatto  egualmente il giro del mondo ma con danno di immagine del Presidente, visto che Obama non era certo a un evento glamour.

Più recentemente, all’ultimo derby capitolino, il capitano giallorosso Francesco Totti si è gratificato di un gol con un autoscatto che spopolando in rete prima ha fatto pensare si trattasse di una meditata azione di marketing della Roma, poi gli è valsa l’apertura di un fascicolo da parte dell’Antitrust con l’imputazione di tentativo di pubblicità occulta a favore della ‘marca’ del cellulare. Questi esempi la dicono lunga sul potere del selfie, che proprio per questo è utilizzato come strategia di marketing. Come?

Coinvolgendo i consumatori, con particolare riferimento alla fascia compresa tra i 16 e i 34 anni, la più attiva sui social e quella che ‘condivide’ di più. Diventano ‘attori’ delle campagne pubblicitarie, con selfie prima o dopo l’acquisto, e il gioco e fatto! In cambio, c’è la soddisfazione di comparire sui siti e sulle pagine social dei brand, di mostrarsi al  ‘mondo’.

C’è la lusinga, l’aumento dell’auto stima e il riconoscersi in un prodotto.  Non a caso il selfie marketing si sta diffondendo a macchia d’olio nel comparto del lusso e a seguire nei più ‘popolari’ abbigliamento, make up, accessori, cibo, sport.

Per semplificare si potrebbe dire che ha senso dove c’è attenzione alla cura del corpo e alla bellezza. Lo ha inaugurato a Natale 2013 l’azienda inglese Ted Baker, con la campagna Merry Kissmass. lo ha poi fatto la Axe, per promuovere la Axe Peace in collaborazione con l’associazione Peace on Day. E ora, è a uso e consumo di molte imprese. Mangi una barretta coi cerali? Selfie e via. Fai ginnastica in una palestra? Selfie e via. Sei all’interno di un negozio? Selfie e via. Leggi un libro? Selfie e via. Questo si aspetta da te l’ufficio marketing. Di fatto diventi un prodotto, anche se ti ritieni protagonista. Dall’altra parte infatti l’azienda ‘ti’ studia incrociando i dati: età, sesso, modo di vestire, orario dello scatto, apparente stato d’animo.

E intanto che c’è prova pure a capire altro, tipo se hai miti, icone etc. In fondo, il successo della pubblicità sta nel suscitare empatia, nel muovere energia…che deve tradursi in acquisto. E sentendosi coinvolto, il cliente si emoziona. Quindi io mi emoziono, tu ti emozioni, noi ci emozioniamo e tutti …sorridiamo e divulghiamo un brand.

Il selfie marketing è la nuova frontiera della pubblicità. Certo deve essere realizzato con la consapevolezza del target di riferimento, perché non tutti si piacciono e amano immortalasi! Ma certamente risultati ne dà in velocità della diffusione della griffe e, cosa che non guasta, in gratuità.  Però, come il Pupone insegna, bisogna fare attenzione, molta attenzione, alla concorrenza!