Reputazione digitale: quanto è importante per la vostra azienda?

reputazione digitale

Da quando si parla di web 2.0, social network & co. si è iniziato a parlare anche di reputazione digitale. Ci siamo sempre preoccupati di avere una buona reputazione, anche analogica per così dire, ma le nuove tecnologie hanno ampliato la portata di questo concetto. Al punto che al giorno d’oggi, per aziende e professionisti, la reputazione digitale costituisce un bene prezioso, quasi un capitale.
Basti pensare a quante volte ci è capitato di cercare sui motori di ricerca il nome di qualcuno: un candidato a un posto di lavoro, un fornitore o un professionista a cui abbiamo intenzione di affidare un lavoro. In America, “google” è diventato anche un verbo, che ha trovato in Italia il corrispondente googlare. Allo stesso modo, prima dell’acquisto di un prodotto, una percentuale sempre più alta di consumatore cerca in rete informazioni; si affida alle opinioni e alle esperienze di acquisto di altri utenti e guarda i contenuti sui social network.

Le prime considerazioni, le prime idee su cosa siamo o cosa vendiamo si formano online, o meglio in base a quanto compare (o non compare) su di noi online. Dalla rete, nella mente del consumatore si forma, nient’altro che una prima impressione. Come tutte le prime impressioni, potrebbe non corrispondere alla realtà, ma per molti può essere sufficiente per accantonare l’idea di “conoscerci meglio”. È la nostra identità digitale e in quanto tale va curata e deve corrisponderci al meglio e alla parte migliore di noi stessi.

L’identità digitale ha ripercussioni dirette sul nostro successo. Per un’azienda, quindi, tutto questo si ripercuote sulle vendite. Per questo, i contenuti prodotti da noi devono essere coerenti e interessanti, le informazioni che diamo sul sito e sui social devono essere chiare ed esaustive. Per quanto riguarda invece i contenuti prodotti da altri devono essere monitorati e gestiti.

Certo, è impossibile soddisfare tutti. Certo, ci sarà sempre gente che si lamenta (a volte anche a torto). Ma se viene fatto sui social, non si può fare spallucce e continuare ad andare per la propria strada. O perlomeno non è un atteggiamento lungimirante, perché, come dicevano i latini, verba volant, scripta manent, postata recurrunt. Ciò che viene postato su internet, non solo rimane, ma ritorna ogni volta che si fa una ricerca legata al nostro nome e al nostro prodotto. E non rispondere, o peggio ancora, non saperlo neppure, equivale agli occhi di chi legge a una conferma di ciò che è scritto.
A chi affidate l’immagine della vostra azienda? Se la risposta è allo stagista, spero che quanto ho scritto possa farvi cambiare idea e riflettere sull’importanza della figura del community manager.